cura di Lorenza Menegoni

 

Queste interviste sono state raccolte da me nell'autunno del 2016 fra persone che praticano lo sciamanismo da molti anni. Il progetto è stato ispirato dalla dr.ssa Enrica Tedeschi dell'Università di Roma Tre, che stava conducendo una ricerca sociologica e raccogliendo dei materiali per un articolo sulle nuove forme di spiritualità che si sono affermate da tempo anche in Italia. Mentre l'articolo di Tedeschi prende in esame anche altre correnti spirituali, le interviste da me raccolte si focalizzano esclusivamente sulle pratiche sciamaniche che si rifanno direttamente al "core shamanism" di Michael Harner. Per rendere le interviste più omogenee, è stato chiesto ai partecipanti di rispondere a tre domande che, fungendo da filo conduttore, permettono non solo di individuare degli elementi comuni o ricorrenti, ma anche di mettere in luce la varietà di esperienze e di sensibilità diverse. Ciascuna intervista riflette il percorso personale e la visione particolare dei vari praticanti, come pure le situazioni concrete in cui essi si sono trovati a operare. Pur presentando dei temi di fondo comuni, la diversità di prospettive e di interessi espressi nelle varie interviste offre un panorama ricco e illuminante circa il valore dello sciamanismo come cammino di ricerca spirituale e circa la possibilità di applicarne i metodi ai problemi dell'uomo contemporaneo.

Brevi estratti di queste interviste sono stati pubblicati dalla dr.ssa Enrica Tedeschi in un articolo intitolato "Omatakuyassi: la metànoia transculturale", pubblicato sulla rivista online Democrazia e Sicurezza dell'Università di Roma Tre. L'articolo è reperibile al seguente link:      

    

http://www.democraziaesicurezza.it/Osservatori/Osservatorio-sociale/Omatakuyassi-la-metanoia-transculturale

                           

Le domande che sono state poste ai partecipanti sono:

1. Come lo sciamanismo, in particolare il core shamanism, ha cambiato la tua vita?

2. Come vivi nel quotidiano il coinvolgimento con il core shamanism?

3. Cosa pensi di come sta andando il mondo oggi? Tu che ruolo ritieni di avere nei processi e nei mutamenti della società odierna?

Lorenza M., Ph.D., insegnante di core shamanism (FSS), 68 anni.

1.   Per me l'incontro con lo sciamanismo è coinciso con la possibilità di ritornare all'università e realizzare il mio sogno di diventare antropologa. Nel giugno del 1980, durante un soggiorno a New York, scoprii che Michael Harner, del quale conoscevo alcune pubblicazioni, insegnava antropologia in una piccola università privata. Non ebbi alcun dubbio sulla strada da prendere. Quell'incontro, non del tutto fortuito, diede una svolta decisiva e una nuova direzione alla mia vita. All'inizio pensavo che si trattasse soltanto della logica convergenza dei miei studi precedenti in Italia e delle esperienze (sciamaniche) che avevo fatto in Messico qualche mese prima. Col tempo capii che le nostre scelte non dipendono solo da noi, ma anche dai "piani" che gli spiriti hanno in mente per noi affinché possiamo realizzare al meglio il nostro destino.

Nel corso dei miei studi in antropologia, ho partecipato ad alcuni workshop di core shamanism condotti da Harner (al di fuori dall'università) e, per molti anni, ho partecipato agli incontri di un cerchio di tamburo che si riuniva periodicamente a Brooklyn. A quel tempo gli studi antropologici avevano la priorità e lo sciamanismo rappresentava soprattutto una pratica spirituale personale, ma per me quegli incontri erano sempre il momento più atteso della settimana.

Dopo aver conseguito il mio Ph.D. nel 1990, ho inutilmente cercato lavoro con le organizzazioni internazionali, prima negli Stati Uniti e poi in Italia. Per anni mi ero preparata per lavorare come antropologa nei programmi di medicina di comunità in America Latina, ma a causa di vari fattori questa possibilità non esisteva in quel momento. Per quanto cercassi, tutte le porte si chiudevano, una dopo l'altra. Tutto è cambiato nel 1997, quando Michael Harner mi ha incaricata di insegnare in Italia per la sua Foundation for Shamanic Studies (nel frattempo avevo tradotto in italiano il suo libro, La via dello sciamano).

Quindi, sì, l'incontro con il core shamanism ha cambiato profondamente la mia vita. Mi ha portata a realizzare delle cose che non avrei mai immaginato anni prima, e mi ha resa più consapevole dell'intreccio sottile tra le nostre decisioni e l'intervento degli spiriti per condurci lungo un sentiero spirituale.

2.   Amo lo sciamanismo per la forza che mi trasmette, e amo insegnarlo. Mi piace seguire gli studenti (sia giovani che persone mature) nella loro scoperta dei mondi invisibili e vedere la gioia e la guarigione che queste esperienze portano con sé. Come sistema di pratiche concrete e flessibili, il core shamanism può rispondere alle differenti esigenze delle persone e adattarsi alle situazioni più diverse. Una volta appresa, la tecnica del viaggio sciamanico può costituire una risorsa per (tutta) la vita.

Per me viaggiare in quei mondi straordinari rappresenta uno stacco rigenerante dalla quotidianità.  Posso essere stanca o preoccupata, ma quando prendo in mano il tamburo l'energia ritorna. Non si tratta di un evadere dalla realtà perché c'è sempre qualche problema, grande o piccolo, da affrontare e risolvere attingendo alla saggezza e al potere di quei mondi. La cosa che tocca di più il mio cuore è la grande compassione degli spiriti e la loro costante disponibilità a offrirmi consiglio e aiuto. Nel corso degli anni, la pratica sciamanica è stata per me una fonte di equilibrio e di stabilità emotiva; un'ancora di salvezza nei momenti difficili; una ragione per guardare al futuro con maggior speranza e ottimismo. Il ruolo centrale che lo sciamanismo ha nella mia vita personale si estende anche alla mia vita sociale. Oggi sono parte di una meravigliosa comunità di studenti e di praticanti sciamanici, che condividono valori e ideali. Di fatto, le mie amicizie più care e più profonde sono nate dal mio lavoro di insegnamento in varie parti d'Italia.

Sento molto l'aspetto etico dello sciamanismo. Michael Harner ha sempre insegnato a lavorare soprattutto con gli spiriti compassionevoli del Mondo di Sopra e di Sotto - spiriti evoluti che hanno trasceso i conflitti e le contraddizioni del nostro Mondo di Mezzo. In questo modo, egli si è distanziato in modo netto ed esplicito da alcune ambiguità presenti nello sciamanismo indigeno, dove a volte chi sa curare sa anche nuocere. Personalmente non faccio molto lavoro di guarigione, ma considero alcune delle mie attività, come la traduzione di articoli e la promozione di testi sullo sciamanismo, un servizio sciamanico per tutte le persone interessate a queste pratiche.

L'altro aspetto chiave della mia vita è il rapporto con la natura. Vengo da una famiglia di frutticoltori del Nord Italia e ho sempre avuto un forte legame con la Terra. Tuttavia la visione sciamanica, che vede la natura come viva e animata, ha conferito un significato più profondo a questo rapporto. Oggi, quando lavoro nel mio giardino selvatico ai piedi della collina, non si tratta solo di un'attività rigenerante all'aria aperta, ma anche di un'interazione con gli spiriti della natura.

3.   Oggi il mondo sta attraversando un periodo di insicurezza, instabilità e paura, però ci sono tante persone che lavorano per un futuro migliore e lo fanno a vari livelli: economico, politico e sociale, culturale e, non meno importante, spirituale. Lo sciamanismo si inserisce nelle varie correnti contemporanee di ricerca e di affermazione di una nuova spiritualità, più libera e aperta. Tutti questi movimenti, fondati in maniera diversa su delle pratiche di esplorazione interiore e di espansione della coscienza, non hanno come unica finalità quella di promuovere la crescita e l'evoluzione del singolo individuo. Hanno un impatto anche al livello collettivo più ampio, favorendo una maggior consapevolezza dei limiti e della povertà di valori della cultura occidentale odierna. Personalmente vedo il mio ruolo, sia come praticante che insegnante, come quello di affermare e far prendere coscienza, a livello più ampio, del valore della dimensione spirituale come strumento importante, anche se non unico, per bilanciare le carenze della nostra società e per creare solidarietà e altruismo, pace e collaborazione tra i popoli, e rispetto per la Madre Terra. Lo sciamanismo mi dà la certezza che gli spiriti sono là, pronti a intervenire nelle vicende umane per aiutarci a superare le difficoltà, però noi dobbiamo aprire loro la porta. Come mediatore e ponte tra i mondi, lo sciamano ha sempre avuto il compito di intercedere presso gli spiriti a favore della sua comunità, caricandosi del loro potere per farlo fluire nella nostra realtà. Anche i moderni praticanti hanno la capacità di collaborare con i loro spiriti tutelari e portare qui il loro potere per effettuare una guarigione o prestare aiuto a chi ne ha bisogno. Condivido pienamente il pensiero espresso più volte da una mia insegnante che, per la maggior parte, noi non abbiamo potere a livello economico o politico però, sì, abbiamo potere a livello spirituale.

Nello C., ingegnere, praticante e insegnante di core shamanism (FSS), 55 anni.

  1.    Dopo avere frequentato il mio primo seminario base di core shamanism, 18 anni fa, la mia vita si è aperta. Provenivo da una formazione razionale, come ingegnere, dalla quale per anni non ero mai riuscito a smuovermi. Con l’accesso ai mondi invisibili, e soprattutto con l’incontro con il mio Animale di Potere, si è aperta una stagione completamente nuova della mia vita. Ho ritrovato una parte importante di me stesso, quella parte intuitiva che sa connettersi con la mia immaginazione, le mie emozioni e con il mio cuore. Da quel giorno mi sono sentito completo, più consapevole e fiducioso che posso sempre essere in sintonia con la mia anima, con la mia esistenza finalmente più piena.

2.   Lo sciamanismo, in particolare le pratiche del core shamanism, sono entrate completamente nella mia vita. Ho lasciato quasi del tutto il lavoro d’ingegnere, perché sentivo che non era più compatibile con quello che la mia anima desiderava essere in questa vita. La connessione con il mondo spirituale, con la sua saggezza e i suoi poteri di guarigione, mi ha portato a cercare il contatto quotidiano con la natura, con la terra, l’aria, l’acqua e il fuoco. Inoltre, mi fa sentire a mio agio tra le persone perché, attraverso gli occhi dei miei Animali di Potere e Maestri Spirituali, posso "vedere" la bellezza in ogni essere umano. Il lavoro personale mi ha condotto quasi naturalmente all'insegnamento delle pratiche spirituali e sciamaniche non solo in Italia, ma anche in altre parti del mondo, come in Russia, Asia e Centro Europa.

Oltre a insegnare, opero nel campo della guarigione lavorando con le persone che vogliono affrontare i loro problemi di salute, lavoro o relazione attraverso le pratiche sciamaniche di divinazione e di guarigione, come il recupero dell’anima e la pulizia energetica. Quanto ho realizzato è quasi esclusivamente dovuto al fatto di aver seguito e messo in pratica ciò che i miei alleati nei mondi spirituali mi hanno indicato nel corso degli anni.

Saltuariamente mi viene chiesto di fare delle consulenze in campo ingegneristico. Nello svolgimento di questi incarichi, unisco le mie competenze scientifico-manageriali con le mie esperienze dei mondi invisibili, e questo mi porta a generare lavori che hanno sia una connotazione tecnica che una connotazione "umana", sempre molto apprezzata dai committenti.

  1.    Ho capito che il mondo gira intorno a ciascuno di noi. Come ritengono gli sciamani, noi siamo al centro del mondo. Questa non è una visione riduzionistica della realtà, è invece un prendersi  la piena responsabilità di ciò che avviene nel mondo. Ogni volta che ricevo una notizia preoccupante dal mondo esterno, mi chiedo: "Cosa sta avvenendo dentro di me, nel mio mondo interiore? ". Secondo gli sciamani, ciò che avviene nel campo del visibile avviene prima nel campo dell’invisibile. Come praticante del core shamanism, sento come mio compito lavorare prima di tutto nel campo dell’invisibile al fine di ripulire e trasformare ogni pensiero, emozione o stato d’animo capace di generare malessere o disagio. Ogni volta che vengo raggiunto dalle notizie di guerre e stragi, di inquinamento e degrado ambientale, di abusi e maltrattamenti, so che devo lavorare con le mie guide spirituali per ripulire tutto questo dentro di me. Sono sicuro che da questa pulizia scaturiranno le giuste azioni sul piano ordinario o materiale, e sento che il mondo attuale ha esattamente bisogno del mio impegno in questo senso. Il lavoro sciamanico quindi connette la mia esistenza con il mondo reale, mi aiuta a prendere le giuste decisioni verso me stesso, la mia famiglia e la comunità in cui vivo. Seguo gli stessi principi anche quando una persona viene a chiedermi aiuto, sostegno o una guarigione sciamanica.

Alberto F., antropologo, insegnante, praticante sciamanico, 30 anni.

1.   L'incontro con il core shamanism ha cambiato il "paesaggio"' della mia vita: là dove c'erano zone d'ombra e valli profonde in cui si annidavano insicurezze e paure, o grandi cime e vette che consideravo traguardi irraggiungibili, lo sciamanismo ha appianato le cose. Mi ha permesso di riconnettermi con me stesso, con le mie capacità e doti naturali, e di smantellare quegli aspetti della mia personalità che mi impedivano di vivere la mia vita nella luce più piena. In poche parole, mi ha aiutato a essere sempre più me stesso.

È un incontro continuo e quotidiano, ogni giorno c'è qualcosa di nuovo da vedere di se stessi, negli altri e nelle cose più semplici. La pratica dello sciamanismo mi ha aiutato a risvegliare questa capacità di "vedere" e di riconoscere la bellezza in ogni persona e in ogni cosa. Non è sempre facile, anzi a volte la mia persona si scontra con tutto ciò, perché cerca di non vedere e preferisce stare nella comodità. La pratica sciamanica e l'incontro con gli spiriti alleati ti portano fuori dalle zone confortevoli che non ti fanno osare; ti insegnano ad avere coraggio nell'immetterti nella vita con una visione nuova, centrata su di te e sulla tua relazione con gli altri; ti permettono di trovare il tuo posto nel mondo.

È stato un incontro meraviglioso. Quando ho preso il mio primo seminario di core shamanism con Lorenza Menegoni, ero assolutamente affascinato ed eccitato, e anche un po' ansioso perché desideravo tanto sperimentare. Attraverso il lavoro con lei, ho capito il valore delle mie esperienze oniriche (fin da piccolo sognavo molto) e della mia propensione a stare a contatto con la natura  -  e come la mancanza di rapporto con la natura sia spesso la fonte dei malesseri che affliggono la nostra società.

In seguito, dopo molti anni di addestramento e di pratica sciamanici, ho potuto sviluppare un lavoro che mi permette di accompagnare le persone in percorsi di crescita e di evoluzione, sia a livello individuale che di gruppo. Più di recente, e in un modo del tutto inaspettato, la mia pratica sciamanica ha trovato uno sbocco lavorativo all'interno degli ospedali, in particolare quello di Torino, dove oggi insegno a medici, infermieri, psicoterapeuti e operatori socio-sanitari come la medicina sciamanica possa avere un significato anche per noi uomini moderni.

Il core shamanism non è stata l'unica forma di sciamanismo che ho incontrato. Nel corso degli anni, ho avuto la possibilità di studiare con un'altra figura importante, portatrice di un filone della pratica sciamanica diverso da quello di Michael Harner, meno neutro culturalmente e più connesso alla Via Rossa dei nativi americani. Michael Smith, analista junghiano e sciamano cherokee, mi ha dato nuovi spunti di riflessione, mi ha ispirato a vedere in una nuova luce ciò che avevo appreso dello sciamanismo e a creare dei ponti con la psicoterapia occidentale; tutto ciò mi ha fornito numerosi strumenti che hanno notevolmente cambiato la mia vita. Per concludere, l'incontro con il mondo sciamanico e con gli spiriti alleati è stato davvero un'iniziazione perché mi ha aperto la porta verso una realtà nuova, più vera, più vivida, più sincera.

Quando vieni in contatto con la pratica sciamanica, devi mettere in conto che o ti ci relazioni o la abbandoni. È per tutti, ma allo stesso tempo non lo è, perché non tutti desiderano veramente conoscersi o, per dire meglio, nel profondo lo desiderano, ma questo può fare paura perché riconoscere il proprio potenziale non è sempre una cosa facile; significa mettersi in gioco come non mai e aprirsi alle infinite possibilità che l'Universo ci dona costantemente ogni giorno, in ogni istante.

Come antropologo, ho avuto modo di creare dei melange tra ciò che ho appreso delle pratiche sciamaniche, grazie a Lorenza e a Michael Smith, con ciò che ho imparato delle tecniche di respiro provenienti dall'India, anch'esse potenti e trasformative. Insomma, se dovessi descrivere in poche parole l'incontro con lo sciamanismo, direi amorevole, trasformativo, potente, fortemente bello, meraviglioso.

2.   È un cammino in continua evoluzione, non ci si ferma mai in verità. Soprattutto quando l'ego emerge, quando ci si crede migliori degli altri o ci si identifica con aspetti di sé connessi al dolore, alla tristezza, alla rabbia o altre emozioni problematiche, qui la pratica sciamanica gioca un ruolo importante poiché ci permette di sperimentare altri stati della coscienza e dell'essere, e quindi di evolvere. Devo dire che lo sciamanismo e gli spiriti mi hanno insegnato a cercare l'umiltà e le piccole semplici cose della vita, a riconoscere che ognuno di noi è parte di un cerchio e che non siamo tutti uguali: siamo tutti diversi e autentici allo stesso modo, siamo fatti della stessa sostanza e allo stesso tempo unici.

Nel quotidiano, il viaggio sciamanico e il rapporto costante con gli spiriti mi aiutano a prendere direzioni luminose anche quando la testa mi condurrebbe altrove, a prendere in mano il mio cuore con coraggio, e a fare passi che diversamente non farei. Devo dire che gli spiriti mi hanno insegnato a lasciarmi sorprendere e non avere aspettative sulle cose, soprattutto quelle negative. Mi è capitato negli anni di essere stato piuttosto insicuro o di avere avuto bisogno di molta forza per intraprendere certi percorsi. La pratica sciamanica ha rafforzato il mio senso di sicurezza  e mi ha reso più equilibrato e responsabile nel gestire la mia vita e nel rapportarmi agli altri.

Lo sciamanismo è un cammino che onora la Terra in tutti i suoi innumerevoli aspetti e che ci rende più sensibili e consapevoli della vita intima della natura. Inoltre, smonta l'individualità e più la smonta più la valorizza perché la immette nel gruppo, nella comunità: partendo dalla piccola comunità di famigliari e amici, giungendo alla città e allargandosi fino ad abbracciare l'umanità intera.

Se dovessi dire cosa faccio nel quotidiano o qual è il mio incontro quotidiano con lo sciamanismo, direi che consulto spesso gli spiriti per ottenere guida e una maggiore consapevolezza sulle cose che nella mia vita non comprendo o non sono in grado di comprendere da solo. La pratica sciamanica contribuisce ad ampliare le nostre vedute e a rinnovare il nostro modo di pensare e di sentire, smantellando gli schemi e le sovrastrutture che abbiamo costruito nel tempo, e rendendoci sempre più veri. In parole semplici, lo sciamanismo mi ha aiutato a essere più giocherellone e spontaneo, a cercare di prendere la vita meno sul serio e a essere partecipe di questo grande Universo di cose e di vite!

3.   Il mondo sta girando, gira, ruota, fluisce... sicuramente l'umanità sta evolvendo, non saprei dare una risposta univoca, richiederebbe di prendere in considerazione molti aspetti. Innanzitutto, se per "mondo" intendiamo il sistema più vasto di cui facciamo parte, cioè la connessione di tutti gli esseri viventi di questa Terra, direi che ci stiamo muovendo verso una direzione che sì ci insegna molto, ma che passa anche attraverso le sofferenze dovute alle guerre, agli eccidi di massa e ai cataclismi naturali; sono purtroppo momenti dolorosi che stiamo vivendo e che tuttavia ci permettono di crescere e di acquisire una maggior consapevolezza. Da questo punto di vista, si potrebbe quasi dire che tutto è perfetto perché tutto trova una sua collocazione, certo, il mondo potrebbe evolvere in modo più luminoso. Qui starà alla coscienza di ognuno di noi, alla responsabilità individuale, cercare di percorrere un cammino completo, insieme, che ci porti verso una direzione luminosa. È certamente una domanda complessa....

Quale sia il mio ruolo all'interno di questi processi, potrei dire che è esattamente lo stesso di quello che hanno tutti gli altri. Tingo il mio ruolo con i vari colori che provengono dalle mie esperienze di vita e dalla mia formazione. Come praticante sciamanico, tuttavia, ritengo di avere forse una responsabilità in più, che deriva dalla mia connessione con gli spiriti. Al riguardo, trovo illuminanti gli insegnamenti che l'animale di potere diede a un mio amico tempo addietro. L'animale gli disse che come praticanti sciamanici abbiamo esattamente la responsabilità di essere tali; proprio perché siamo connessi con gli spiriti alleati, non possiamo esimerci da essa perché sappiamo come collaborare con loro a beneficio degli altri, usando strumenti quali il recupero dell'anima, la guarigione attraverso l'estrazione, la medicina per la Terra; se gli spiriti ci hanno donato questi strumenti, è perché possono avere una funzione positiva all'interno della società. È nostra responsabilità portare questi doni nella società per aiutare ed educare le persone, non con un senso di superiorità, ma come se fosse un'arte, proprio come l'artigiano possiede l'arte di creare manufatti d'argilla o vestiti. Esattamente così.

Ognuno ha la propria arte e ognuno svolge la propria funzione all'interno del mondo, nessuno è superiore agli altri, siamo tutti parte di un grande cerchio. Diversamente, continueremmo a pensare e mantenere in vita proprio quella visione piramidale della società che sta depauperando e distruggendo la rete di relazioni tra tutti gli esseri di questa Terra. Come praticanti sciamanici, abbiamo l'opportunità di svolgere un grande ruolo nella rete di relazioni e di ricomporla là dove si è frammentata. Là dove i fili che connettono le persone, i luoghi, le esistenze si sono tagliati, là dove c'è separazione, possiamo creare unione.

Sara T., professional counselor ed educatrice, praticante di core shamanism, anni 36.

1.   Il mio primo incontro con il core shamanism risale al febbraio del 1998, quando la Dr.ssa Lorenza Menegoni venne nella mia città per tenere un seminario base della Foundation for Shamanic Studies. In quegli anni, ero affascinata dalle culture indigene del Nord e Centro America (una passione che nutrivo fin da piccola), così decisi di partecipare. Il lavoro guidato da Lorenza fu un'occasione per sperimentare in prima persona metodologie e tecniche proprie non solo alle tradizioni che tanto amavo, ma anche quelle legate ad altre popolazioni (come quelle siberiane), delle quali non sapevo nulla. Dopo quel primo incontro, e nell'arco di più di quindici anni, ho frequentato più volte tutti i seminari della Foundation e nel maggio 2017 completerò il programma FSS più avanzato (Programma di Tre Anni, offerto in Svizzera).

Grazie a questo lungo coinvolgimento, il core shamanism è diventato parte integrante della mia vita dal punto di vista spirituale, etico e, col tempo, professionale. Oltre a studiare i testi di Michael Harner e dei suoi collaboratori, mi sono confrontata regolarmente con la mia insegnante e con altri praticanti, cercando di mettere in pratica gli insegnamenti che via via ricevevo. Vivere in prima persona l'esperienza dello sciamanismo ha contribuito alla mia formazione di donna adulta (nel 1998 non avevo ancora diciotto anni), pur con la consapevolezza di essere costantemente in "training", in apprendimento. Aspetti come l'umiltà, la generosità e la compassione che ho ricevuto tramite i miei insegnanti nella realtà ordinaria, come pure i miei maestri in quella non ordinaria, rendono all'oggi la mia vita più ricca di prospettive, la mia mente sempre vigile, il mio sguardo più ampio, benevolo e colmo di gratitudine.

2.   Come ben esprime il titolo del libro di Tom Cowan, Sciamanismo: una pratica spirituale per la vita quotidiana, lo sciamanismo coinvolge ogni aspetto della mia vita e, assieme ad altre pratiche spirituali, è parte della mia routine giornaliera. Avendo la fortuna di vivere in campagna, ho imparato a trovare quotidianamente un momento per dedicarmi alla cura della terra, delle piante e degli animali, ma anche degli spazi in cui vivo. La spiritualità non è solo qualcosa di statico e silenzioso. Per me è molto importante anche l'aspetto più dinamico e attivo di vivere lo sciamanismo come risorsa a cui attingere per sentirmi in armonia con me stessa e con tutto ciò che mi circonda, e per prestare sostegno e aiuto a chi me lo richiede (incluse le tecniche sciamaniche di guarigione).

Grazie al suo approccio transculturale e alla sua enfasi sul metodo, il core shamanism può essere applicato alla vita quotidiana in maniera semplice e spontanea; inoltre, può essere praticato da chiunque, credenti e non credenti, come pure da persone che seguono altri percorsi spirituali. Si tratta di un lavoro inclusivo, com'era nelle antiche comunità: lo sciamano era immerso nella vita concreta della sua gente e si faceva carico dei suoi problemi, contattando il mondo spirituale per chiedere l'aiuto compassionevole degli spiriti. Non era egli stesso ad avere il Potere, ma erano gli Spiriti ad agire tramite lui. Considero una grande opportunità poter sperimentare in prima persona una visione così umana e altruista, e poter portarla nella propria quotidianità.

Poiché lavoro nell'ambito della cura delle persone, sia come Professional Counselor che come educatrice, applico le tecniche del core shamanism anche nella sfera professionale. Possiamo considerare l'essere umano come una moneta: esso possiede un lato fisico/materiale e un lato non fisico/spirituale. Con lo sciamanismo ci si può prendere cura di quest'ultimo, aiutando le persone a riconoscere anche l'aspetto spirituale di traumi, malesseri e malattie. La guarigione sciamanica non sostituisce in alcun modo le convenzionali terapie mediche e psicologiche, ma può, se richiesto dalla persona stessa, essere utilizzata in modo complementare ad esse. Si tratta a mio avviso di aprire nuovi spazi sul benessere fisico ed emotivo e sul contatto profondo con se stessi; di accedere inoltre a visioni più comunitarie e condivise, sia nelle difficoltà che nelle gioie della vita. Nello sciamanismo l'individuo è sempre visto nella sua relazione con il mondo.

3.   Ai miei occhi, il mondo sta attraversando un momento a dir poco drammatico, sia dal punto di vista ambientale che sociale: lo sfruttamento delle risorse naturali procede inarrestabile, guerre e disperazione imperano in un mondo dominato dalla cultura dell'individualismo, del soldo facile e della prevaricazione. Ritengo quanto mai urgente riappropriarci di una dimensione più comunitaria e amorevole della vita. In Europa Occidentale sono andate quasi completamente perdute le antiche tradizioni che creavano legami di solidarietà tra le persone e le facevano sentire parte di un qualcosa di vivo, pulsante, in crescita ed evoluzione anche nei momenti difficili. Cosa fare dunque?

Ispirati da valori più profondi, insieme a un piccolo gruppo di persone stiamo cercando di costruire proprio questo: una realtà comunitaria e condivisa, fondata sull'aiuto reciproco, sul rispetto delle specificità, sull'ascolto profondo. Stiamo creando spazi aperti e accoglienti per bambini e famiglie, giovani e adulti; momenti di formazione e di mutuo aiuto, ma anche giornate di festa nelle quali poter gioire della bellezza della vita e di questa Terra. Tentiamo di decelerare la corsa pazza imposta dai sistemi socio-economici odierni, interrogandoci e confrontandoci, creando reti con altre realtà, inciampando e sbagliando per poi correggere il tiro. Camminando insieme, nonostante tutto.

Non si tratta di una scelta eroica o meritevole di chissà quale riconoscimento: è la nostra scelta nel credere che si possa realizzare qualcosa di diverso, piccolo e modesto, ma luminoso e armonico, in un mondo che, andando sempre più in frantumi, lascia dei vuoti all'interno dai quali noi crediamo sia possibile costruire altro. È un piccolo contributo, senza alcun dubbio, ma è necessario iniziare dalle fondamenta. In tutto questo lo sciamanismo è presente in uno dei suoi aspetti che amo di più: quello della parentela di tutti gli esseri viventi e del senso di appartenenza a un qualcosa di più grande, del quale siamo tutti chiamati a prenderci cura.

Carla Z., praticante di core shamanism - Recupero dell'anima,  61 anni.

1.   La mia vita è stata contrassegnata da molti abbandoni che mi hanno lasciato un dolore profondo. Ho vissuto molte esperienze in cui la sofferenza è stata una costante compagna di viaggio. Esperienze e dolore che si possono ritrovare in ogni persona, in ogni storia. Ho cercato in continuazione qualcosa che mi permettesse di sanare le mie ferite e questo mi ha portato a sperimentare molte vie: quella meditativa, creativa e psichica. Quando ho incontrato il core shamanism, ho avuto la sensazione di "tornare a casa" e di ritrovare finalmente le parti mancanti del mio essere. Ho potuto sentire l'interezza, la forza e il potere della mia anima, e ho potuto vederne la bellezza.

Forse per questi motivi, le problematiche dell'anima e della sua perdita sono la parte del core shamanism che ha subito risuonato di più in me. L'essenza, chiamata anima, che fa esperienza del mondo attraverso il corpo fisico è luce, gioia, amore, e la connessione con essa ci permette di crescere e vivere con saggezza e stabilità. Ma quando un evento traumatico entra violentemente nella nostra vita, l'anima perde la sua forza e coesione e parti di essa si allontanano per proteggersi dal dolore, lasciando dietro di sé un senso di separazione e di frammentazione. Ne derivano confusione, fatica, insicurezza, vuoto e le persone esploreranno molte vie per sanare quelle ferite e ritrovare la vitalità e la forza che sentivano di avere prima. La perdita dell'anima, più esattamente di parti di essa, non è un'esperienza rara nella nostra società; spesso sentiamo dire cose come: "mi sento vuoto, estraneo e alienato dal mondo, ho perso un pezzo di me stesso, ecc.".

L'esperienza con il Recupero dell'anima ha cambiato la mia vita; mi ha aiutata a riconoscere e a ritrovare quell'energia vitale che avevo perso ancora prima di nascere. Mi ha permesso di iniziare un percorso di recupero della mia luce e del mio potere. Da allora la mia parte creativa ha manifestato, giorno dopo giorno, una nuova realtà e ho ritrovato la fiducia in me stessa e nelle mie visioni.

2.   Avendo sperimentato di persona i benefici di questo antico metodo di guarigione, ben presto ho cominciato a offrire il recupero dell'anima ad altre persone. Nel corso degli anni, questa attività mi ha portata a incontrare molte persone e a viaggiare in tutta l'Italia. Oggi la pratica del Recupero dell'anima è diventata il mio "lavoro", un lavoro che si sta espandendo e approfondendo. Facendo tesoro delle mie esperienze e di quelle dei miei "clienti", ho elaborato e sviluppato la tecnica di base per poter seguire le persone per un certo periodo anche dopo la prima sessione, quella del recupero vero e proprio. Questo rapporto prolungato nel tempo ha creato profondi legami di amicizia con le persone con le quali ho lavorato e ovunque ora vada, trovo una famiglia o una comunità che mi aspetta e mi accoglie. La pratica del Recupero dell'anima è ormai parte integrante della mia vita quotidiana, e la gioia e la nuova comprensione che ottengo ogni volta mi spronano a lavorare ancora di più e ancora meglio. Non saprei immaginare una vita diversa.

3.   La realtà odierna, con i suoi drammi e le sue tragedie, inevitabilmente favorisce le situazioni di perdita dell'anima: guerre, violenze, stupri, sopraffazioni, ecc., possono tutti causare delle perdite dell'anima. Ma anche eventi più ordinari come un incidente di macchina, un divorzio, la morte di una persona cara, un fallimento professionale, ecc., possono provocare delle perdite, più o meno gravi, di parti dell'anima. In quanto essenza spirituale, è nei mondi invisibili che l'anima cerca rifugio, ed è là che lo sciamano va a cercarla con l'aiuto dei suoi spiriti alleati; una volta ritrovata, la restituisce alla persona soffiandola dentro il cuore. Nell'attimo stesso in cui l'anima ritorna, si prova un senso di distensione, leggerezza, rilassamento profondo, e la gioia riemerge. Attraverso il racconto dello sciamano, si ricorda e si comprende. Ci si ricollega alla sorgente della propria forza vitale e si ritrova la chiarezza mentale, si può imprimere una nuova direzione alla propria esistenza e vivere una realtà radicata nel presente, manifestando i nostri talenti e il compito che siamo tenuti a realizzare nella vita. Il recupero dell'anima non è psicoterapia, ma un processo di guarigione spirituale che avviene ad opera degli spiriti per il tramite dello sciamano; può comunque essere complementare alla cura psicologica.

Indubbiamente, molte persone hanno bisogno di un aiuto esterno per superare la loro sofferenza e il loro disagio, ma questo non le esenta dall'impegnarsi direttamente. Ritengo che oggi le persone hanno bisogno di ritrovare e credere di più in se stesse, riunirsi alla propria luce e sviluppare i talenti innati che possiedono  -  altrimenti resteranno bambini incapaci di assumersi la responsabilità della propria vita e delle proprie scelte. Credo che solo così potranno essere liberi dalla paura. Quello che sento di portare con il recupero dell'anima è una trasformazione, una rinascita nell'amore, nella leggerezza e nella gioia.

Cinzia U., intervistatrice marketing, anni 56.

1.   Lo sciamanismo ha cambiato la mia vita spalancando una porta su un mondo nuovo, dove ho imparato a rimanere in perfetto equilibrio fra il mondo ordinario e quello non ordinario. Oggi, in me e per me, l’uno non potrebbe esistere senza l’altro. Vivo con la piena consapevolezza di non essere mai sola, anche quando lo sono. Non smetto mai di fare auto-osservazione e sono sempre attenta nel percepire i messaggi che mi giungono nella realtà ordinaria. Tanta pratica, questo mi permette di percepire al meglio come comportarmi in situazioni diverse. Fiducia nelle mie sensazioni e massima fiducia negli insegnamenti dei Maestri. Non mi spaventano più le sorprese della vita o i colpi di coda del destino, so per certo che dopo tanto buio c’è  la luce. Non mi feriscono più le cattiverie delle persone, ho imparato a provare compassione. Non mi fanno più paura i dubbi e le incertezze perché senza non sarei umana. Gli insegnamenti e le pratiche apprese nei seminari condotti da una Grande Maestra, che ha saputo e sa trasmettere l’entusiasmo e la passione per questa disciplina, hanno reso possibile tutto questo e hanno cambiato totalmente la mia vita.

2.   Nel quotidiano lo sciamanismo mi aiuta a mantenere sempre viva la luce interiore e il rapporto con il mondo non ordinario; a tenere attivi tutti i sensi e il cuore sempre aperto all’Universo. Da quando ho cominciato a praticarlo non ho mai avuto un giorno uguale. Quasi ogni giorno mi si presenta un’occasione per mettere in pratica quello che ho appreso o che mi è stato donato (i doni dei Maestri non sono mai per noi, ma per il servizio agli altri). Alla sera, prima di addormentarmi, ringrazio per le opportunità ricevute e al mattino chiedo la forza di affrontare al meglio il nuovo giorno.  Una cosa che amo tantissimo fare a notte inoltrata, quando tutti dormono e tutto tace, è andare sul balcone, accendere tre candele, mettere  le cuffie e  immergermi totalmente in quella che io definisco “Musica per l’anima” (una raccolta creata da me con musiche prese un po’ qua un po’ là). Quando la sensazione di  pace e di tranquillità arriva al culmine e sento  il cuore aprirsi, esprimo il desiderio che tutto il mondo in quel preciso istante provi, anche solo per pochi secondi, quella bellissima sensazione. Mi metto sempre in gioco e non mi sottraggo ai miei doveri sciamanici anche quando sono stanchissima. I viaggi importanti (quelli che mi servono per aiutare le persone) li faccio all’alba perché quando si è riposati, tutto è più chiaro e più veloce. Adoro viaggiare nel mondo dei trapassati per esplorare e conoscere (se mi è concesso) altri aspetti e luoghi della realtà non ordinaria. Con me ho sempre un ciondolo raffigurante i miei animali di potere, in particolare il Lupo che è il mio protettore in questo mondo di mezzo. Che dire.... vivo lo sciamanesimo a 360° e ringrazio l’Universo per questa opportunità.

3.   Riguardo la realtà attuale, di getto, la risposta spontanea sarebbe che il mondo sta andando "a rotoli". La corsa al benessere e l’esagerata smania del potere ottenuto con qualsiasi mezzo e a qualunque costo comporta il calpestare le proprie e altrui vite. Non parlo di governi, industrie ecc. o delle cose terribili che stanno accadendo nel mondo, mi riferisco alla popolazione in generale, alla gente comune. Tutti di corsa, indaffarati, insoddisfatti e lamentosi. Ok per gli adulti, ma i bambini? Oggi i figli si crescono davanti alla tv, al pc, con lo smartphone e nei fine settimana si va tutti in famiglia a fare una gita nei centri commerciali. Ho visto bambini con le occhiaie perché troppo carichi di impegni come sport, scuola, compiti del doposcuola, catechismo, feste di compleanno ecc., ma quando si divertono questi bambini? Quando avranno la possibilità (se l’avranno) di esprimersi per quello che sono, e cioè BAMBINI e non superman? Quando potranno crescere con le loro vere capacità naturali? Il  mondo sta andando a rotoli per l’impronta che l’uomo adulto del presente sta dando al giovane uomo del futuro. C’è troppo consumismo e spreco, non c'è più rispetto per la natura e per i suoi doni; tutto è dovuto e poco o nulla dato, e i figli del futuro crescono su queste basi. In un mondo dove dilaga  il cinismo, la paura e l’immaturità, trovo arduo avere un ruolo, ma sicuramente riesco a mantenere e difendere quello che sono, e cioè una donna di mezz’età con l’entusiasmo di una bambina. Questo entusiasmo, questo mio “ crederci ancora”, lo trasmetto, o almeno cerco di farlo, alle persone che incontro aiutandole a non farsi calpestare dentro, ad ascoltare il proprio cuore e ad amarsi a qualunque costo. Nel mio piccolo, vivo nel rispetto per Madre Natura e tutte le sue creature, non spreco doni preziosi come l’acqua e non inquino nel limite del possibile, anche se per lavoro devo usare la macchina, il cellulare e il computer. Vorrei fare tanto di più, vorrei avere una bacchetta magica e far sparire tutto quello che danneggia la Terra e il cielo. Sono consapevole che questo mio desiderio è pura utopia, ma le opere, grandi o piccole che siano, si cominciano sempre posando la prima pietra o dando una prima pennellata. Così mi piace pensare che, trasmettendo ai miei figli, ai miei nipoti e a chiunque incontro sulla mia strada l’amore per se stessi, la gratitudine per quello che si ha e il rispetto per la vita, l’opera sia iniziata, e spero nel processo verso un mondo più pulito e rispettato.

Anna B., impiegata laureata, anni 62.

1.    L’incontro con lo sciamanismo ha riempito un vuoto nella mia vita. Ha fatto da ponte tra la mia esigenza di sentirmi parte di un tutto, il mio anelito all’amore per l’universo, la mia creatività e fantasia, e la mia spiritualità. È una nostalgia infinita, che ho sentito per decenni, e che ha trovato capienza. Lo sciamanismo ha coinciso con il core -  forse era destino, ma è stato preceduto da un lungo periodo di esplorazione psicologica e poi di lavoro sul corpo, attività perseguite nella ricerca del benessere fisico e mentale. Entrambi i percorsi mi hanno condotta passo dopo passo allo sciamanismo - poi, come si dice, quando l’allievo è pronto il maestro arriva. Da vari anni ormai conduco cerchi di tamburo. Prima mi sembrava impossibile farlo, ora ne sono capace e la cosa mi soddisfa molto. Ho più fiducia in me stessa e nell’universo. Non sono sola. Sento il potere dell’Universo scorrere dentro di me.

2.   Nel quotidiano è un porre l’attenzione in modo differente, è un ascoltare e guardare in modo diverso o, per dire meglio, da un'altra angolazione; è un pensare e agire in termini di celebrazioni, rituali o pratiche di recupero dell’anima o dell’animale. Da questa prospettiva, si vedono altre motivazioni ai comportamenti delle persone e al fluire della vita o degli eventi. Si accompagnano i morenti con una consapevolezza diversa. Si chiede scusa per i torti che la natura subisce. Si è grati e si gode delle piccole cose, di quello che si ha, si dona, si riceve, si vede o si sente (per esempio, la vista di un tramonto mentre si fanno fotocopie, un sorriso in autobus, ecc...). Si prova Gratitudine. Si Sacralizza il quotidiano, senza lunghi rituali vuoti imposti dall’alto o da lontano, ma con semplici gesti adatti a noi. Si ringrazia e questo dà pace all’animo. Si allarga l’orizzonte del sentire e del fare. Aumenta la creatività e ci si sente utili. Ci si prende cura della natura e della città dove si vive.

3.   Il mondo sta andando male, il sentire è anestetizzato, le persone sono sempre più limitate mentalmente e non vedono l’insieme; sono sempre più alienate e separate da se stesse, dagli altri e da tutto ciò che le circonda. Il mio ruolo è piccolo, ma nei miei cerchi di tamburo mi sento un faro che indica una rotta nella nebbia, rotta che può piacere o meno. Contribuisco a risvegliare le coscienze, anche se solo di poche persone, che magari così aprono altre porte della loro vita; c'è sempre un grande scambio affettivo in questo processo. E poi pacifico luoghi, curo case, animali, piante, sassi e oggetti che hanno sofferto. E onoro l’Universo. In questo ruolo io ricevo almeno quanto do. Ho imparato tanto… e sono grata all’Universo e alla mia maestra di core shamanism per avere reso possibile tutto ciò. In certi momenti è faticoso, riesco a fare meno di quello che potrei fare e devo dosare le mie energie, ma spero di continuare ancora a lungo.

Luisella D., impiegata diplomata, praticante di core shamanism, anni 57.

1.   L'incontro con il core shamanism ha cambiato la mia vita in modo positivo; soprattutto, ha trasformato il mio modo di cogliere il senso di ciò che succede nel "qui e ora". Ha risvegliato quella parte istintiva di me che si era un po' assopita o chiusa in un cassetto, e ha potenziato i miei sensi e la mia capacità di vedere le cose da una prospettiva diversa, meno razionale.

Dando spazio ai ricordi, credo di aver avuto una delle mie prime esperienze sciamaniche la notte in cui mio padre morì. A quel tempo avevo cinque anni e mezzo, ma ricordo ancora oggi quel vivido sogno, o visione, della sua morte: al punto che il mattino seguente lasciai increduli i miei familiari, quando comunicai loro che già sapevo della morte del papà. La mia infanzia circondata da tanti fratelli mi aiutò a sviluppare lo spirito di osservazione e la mia curiosità, e i miei sogni premonitori furono fedeli compagni di viaggio.

Da adolescente ero affascinata da argomenti che non interessavano affatto i miei compagni di scuola. Ancora allora volevo capire cosa ci fosse oltre l'apparenza, così decisi di proseguire i miei studi da autodidatta. Finalmente per pura coincidenza, forse, a 39 anni si aprì una porta verso il mondo straordinario del core shamanism con l'incontro con la dottoressa Lorenza Menegoni.

2.   Nel quotidiano vivo il coinvolgimento con il core shamanism in modo attivo, comunicando e interagendo costantemente con il mio animale di potere e, in certe situazioni, identificandomi con lui. Per esempio, se qualcuno mi infastidisce o mi fa arrabbiare, non mi agito e non perdo la calma, ma il mio sguardo da Puma fa allontanare velocemente quella persona. Con i sensi acuiti dalla pratica sciamanica, osservo e ascolto nei minimi dettagli tutto ciò che avviene intorno a me. Nella caotica quotidianità, valorizzo il linguaggio non verbale, colgo i messaggi subliminali che mi giungono dalle persone attorno a me, ma soprattutto mi affido istintivamente alle mie sensazioni; il fiuto del Puma raramente sbaglia. Nel tempo libero, lavoro con la parte più intima del mio essere, quella parte libera da condizionamenti sociali e culturali. Amo camminare nei boschi e lungo i torrenti. In questi momenti, mi sento parte integrante della Natura e cerco di assorbirne la forza per riequilibrarmi e rigenerarmi. È un dare e un ricevere "sottile", nel rispetto reciproco.

Quando suono il tamburo, vivo un'altra emozione straordinaria, entro in contatto con il battito del mio cuore "antico" e, in quel battito, il "viaggiare" è un'esperienza ogni volta unica. Viaggiare sciamanicamente è fondamentale per trovare risposte che la razionalità non ti sa dare nel quotidiano.

3.   Il mondo oggi è o può sembrare caotico, dipende dai punti di vista. Nei momenti di confusione generale e di rapido cambiamento, possiamo capire quale sia la nostra capacità di resilienza, così da essere in grado di nuotare quando il mare è in tempesta e vivere il silenzio del mare quando è calmo, per recuperare le energie necessarie per andare avanti.

Sicuramente ognuno di noi ha delle responsabilità in questo mondo. Respons…abilità, gran bella parola, ma non basta affermarla, bisogna metterla in pratica, talvolta andando incontro a pregiudizi e critiche di persone che non capiscono cosa vuol dire praticare lo sciamanismo al giorno d'oggi. Non comprendono questa scuola di vita dove la disciplina è una grande maestra, dove passo dopo passo apprendi e metti in pratica. Sacri e antichi insegnamenti tramandati e custoditi, insegnati e donati, con grande generosità, da persone che condividono la loro sapienza con fiducia e costanza; ma solo con la pratica ognuno di noi può, se vuole, trovare tutti i pezzi per completare il puzzle.

Personalmente mi metto in gioco e cerco nuove risorse sciamaniche per rendere il mondo migliore. Coinvolgendo le persone a me più vicine e allargando sempre di più il cerchio, propongo loro soluzioni alternative a quelle cercate di consueto. Soprattutto, cerco di far capire loro che noi tutti siamo co-creatori con l'Universo. Questo sentimento di unione rafforza la consapevolezza del valore di tutta la vita e promuove lo sviluppo delle capacità psichiche e spirituali di ciascuno. Credo che, come praticanti sciamanici, possiamo fare molto per introdurre nuovi valori nella nostra cultura e per riaffermare e rendere nuovamente attuale quello che dai tempi antichi gli Antenati di tutte le Nazioni hanno cercato di tramandare con saggezza e umiltà.

Alessia D., impiegata diplomata, praticante di core shamanism, 46 anni.

1.   Quando iniziai con il core shamanism, ero una ragazza che non aveva uno scopo nella vita e che non amava se stessa. La pratica sciamanica ha dato ordine alla mia vita. Nel vivere in sintonia con i cicli della natura (compreso il mestruo), nell'onorare la vita nel suo mutare, nel rapporto con gli "Esseri di Potere", ho compreso il significato dell'essere co-partecipe nel creare la mia realtà, e non vittima del mondo.

La pratica sciamanica mi ha aiutata a migliorare me stessa, e mi ha aperto nuovi orizzonti di conoscenza e nuovi ambiti di esperienza. Nel viaggio sciamanico, si attivano aree del cervello che abitualmente non vengono stimolate se non, ad esempio, da chi pratica la meditazione profonda o dai musicisti. Ciò si traduce, a mio modo di vedere, nella capacità di formulare pensieri e soluzioni sempre più ampi e fantasiosi, sempre innovativi nell'affrontare le difficoltà quotidiane, come pure le problematiche esistenziali. Questo modo amplificato di pensare e di sentire mi ha permesso di raggiungere una consapevolezza fondamentale: non sono mai sola.

2.   Lavoro con i disoccupati. Avere comprensione e consapevolezza, compassione del mondo che mi circonda, mi aiuta a essere pienamente responsabile dei miei pensieri, delle mie parole e delle mie azioni riguardo il prossimo in ogni momento. Lo sciamanismo mi sostiene quotidianamente nell'intraprendere la strada della vita e mi aiuta a perfezionare i miei poteri e talenti, e mi sento in cammino per superare i miei limiti e affrontare le nuove sfide che mi pongo, guidata dalla forza della mia Visione. In anni recenti, ho ampliato e sviluppato il mio training sciamanico studiando, in Italia, con degli sciamani nativi, in particolare con una sciamana di Tuva (Asia Centrale), e dedicandomi con grande impegno alla pratica della "capanna sudatoria" e dei canti sacri dei Lakota.  Suono anche le campane tibetane. Cerco di integrare tutte queste esperienze sia nella mia vita personale che nel lavoro di guarigione o di aiuto agli altri.

3.   Riguardo il mondo di oggi, ritengo che siamo in una fase in cui la gente tende a essere sempre più individualista ed egoista. La storia ci ha portato qui. Il mio intento è cercare di vivere il più possibile in armonia con l'Universo, impegnandomi a creare Unione in ciò che mi circonda con i miei pensieri, le mie azioni, le mie Preghiere. Utilizzo le tecniche sciamaniche che ho appreso per il bene supremo di tutto e di tutti, senza nuocere a nessuno. 

Lina R., impiegata diplomata, praticante di core shamanism, 45 anni.

1.   Per me l'incontro con lo sciamanismo è stato una rivelazione. Ho scoperto qualcosa che era da sempre dentro di me, e così ho iniziato un cammino di consapevolezza e di crescita interiore che mi ha cambiata profondamente. Anche se in seguito ho sviluppato altri interessi (in particolare, le campane armoniche), il mio lungo periodo di formazione nel core shamanism ha costituito una fase fondamentale della mia vita, senza la quale non sarei la persona che sono oggi.

2.   Credo che il coinvolgimento con lo sciamanismo si possa definire come uno stile di vita: vivere la nostra vita quotidiana con grande rispetto verso tutti e tutto, la natura, gli animali e gli altri esseri umani; sono estremamente consapevole della connessione profonda che ci lega al tutto e ne percepisco la sacralità. Sento anche moltissimo le situazioni di necessità degli altri, per le quali mi attivo e metto in pratica le tecniche acquisite. Quando qualcuno vicino a me soffre e sta male, oppure quando un conoscente muore, ecco in questi momenti, senza dubbi o esitazioni, mi attivo con il core shamanism.

3.   Penso che il mondo abbia sempre più bisogno di luce e di nuova speranza, credo che con l'esempio dei nostri comportamenti si possano attuare dei cambiamenti, ogni giorno della nostra vita possiamo scegliere chi essere e come comportarci. A volte è difficile, anch'io mi sento affranta e perfino impotente, come se mi trovassi in prima linea a lottare contro delle chimere, ma poi ritrovo il mio centro e la mia armonia, magari con un semplice tambureggiamento o con un canto. E sentirsi parte di una rete più grande che ci unisce tutti, aiuta a superare gli ostacoli e dona la forza necessaria per continuare il cammino insieme.

Nota: Queste Testimonianze sono state raccolte in un'unica collezione per la pubblicazione sul sito web della FSS Italia: www.sciamani.it (aprile 2017).